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La discarica Cornacchia di Moie: una risorsa sostenibile per i Comuni della Vallesina

Grande partecipazione ieri sera (lunedì 15 giugno), presso il Centro comunale 6001 di Moie, per l'assemblea pubblica sul progetto di completamento dell'ampliamento del sito, che porterà in circa 10 anni alla sua effettiva chiusura.

L’incontro è stato fortemente voluto dall'Amministrazione comunale di Maiolati Spontini per un confronto trasparente e aperto con la cittadinanza sui principali temi relativi all'impianto di smaltimento dei rifiuti speciali e di una parte residuale dei rifiuti solidi urbani della Vallesina. Oltre 400 i cittadini presenti, della cittadina di Moie e dei Comuni limitrofi, insieme agli amministratori comunali dell’area, ai rappresentanti politici e alle associazioni del territorio, che hanno potuto ascoltare gli interventi dei tecnici coinvolti nella fase di progettazione e monitoraggio della discarica “La Cornacchia”. Ricco e partecipato il dibattito protrattosi fino all’1 della notte.

Ad aprire e chiudere gli interventi, il sindaco Umberto Domizioli. “Abbiamo organizzato quest’assemblea - ha sottolineato il primo cittadino - per avviare un percorso pubblico di comunicazione e informazione sul progetto di completamento dell’ampliamento della discarica, che rappresenta una risorsa sostenibile per i Comuni dell’area. In qualità di responsabile della salute di tutti i cittadini, ho tenuto a invitare i maggiori tecnici per contrastare le voci allarmistiche e la disinformazione che stanno circolando, illustrando proprio quei dati che hanno sempre escluso qualsiasi connessione tra la manifestazione di malattie nel territorio e l’attività dell’impianto. Invito, pertanto, i cittadini a visitare la discarica per testarne l’ottimale gestione, effettuata attraverso una società interamente pubblica, che ha consentito anche importanti investimenti infrastrutturali a livello comunale a fronte di una minima incidenza in bolletta, pari al 15% della TARI”.

“Il progetto di completamento dell’ampliamento - ha affermato l'ingegner Raffaele Solustri del gruppo di progettazione - programmato sin dal 2005 con l’acquisto del relativo terreno, prevede una capacità di abbancamento di 952 mila metri cubi netti di rifiuti, in aggiunta ai 4 milioni di metri cubi già esistenti. Il progetto, che porterà alla definitiva chiusura della discarica in circa 10 anni, ha ottenuto tutte le valutazioni ambientali necessarie, ovvero

VIA, AIA e VAS trattandosi di un impianto strategico per la Regione Marche. La sua gestione controllata, attiva dal 1987, permette la massima salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini grazie a dettagliati piani di monitoraggio e di controllo. Nel rispetto delle esigenze di pianificazione regionali e provinciali, infatti, la discarica consente lo stoccaggio di rifiuti per strati sovrapposti in totale sicurezza in un contesto morfologico e ambientale ottimale, grazie alla presenza di argilla e di ghiaia fondamentali per il drenaggio del biogas e delle acque superficiali”.

“Da un punto di vista ambientale e geologico - ha dichiarato il geologo Massimo Mosca del gruppo di progettazione - il sito offre caratteristiche uniche a livello regionale per ospitare la discarica grazie agli elevati valori di impermeabilità del suolo. L’impianto è, infatti, localizzato su terreni argillosi con spessori superiori ai 2 mila metri completamente impermeabili, tali da garantire la massima sicurezza rispetto a eventuali perdite o fuoriuscite di liquidi; non sono presenti, inoltre, falde acquifere e circolazioni idriche sottostanti la struttura. Anche il percolato generato dal processo di fermentazione della sostanza organica viene captato e interamente portato a depurazione, così come il metano prodotto, convogliato nella centrale e usato per la produzione di energia”.

“La nostra discarica - ha sostenuto Mauro Ragaini, direttore generale Sogenus SpA - è moderna, efficiente e, come dimostrato dalle indagini costantemente effettuate, non provoca alcun impatto sulla salute. L’obiettivo di Sogenus, in qualità di ente gestore dell’impianto, è quello di migliorare le performance ambientali previste dalla legge per garantire ai cittadini i massimi livelli di sicurezza. Una scelta strategica fondamentale è stata quella di certificarci sia in merito alle prestazioni ambientali, sia alla sicurezza e alla salute dei dipendenti sul posto di lavoro, che in tanti anni non hanno mai fatto emergere evidenze di alcun genere. Attraverso la dichiarazione EMAS, inoltre, abbiamo voluto rendere totalmente trasparente la gestione: tutti i dati relativi ai monitoraggi, rendicontati alla Regione, alla Provincia e al Comune, sono pubblici e accessibili sul sito della società. Tengo a precisare che nell’ampliamento della discarica verranno smaltiti solo rifiuti speciali e in minima parte RSU, comunque trattati, e mai come rifiuti tal quali”.

“Il piano di monitoraggio e di controllo - hanno dichiarato nel loro intervento Costantino Ricci e Natalia Moretti di Igienstudio srl - che Sogenus attua sulle diverse matrici ambientali, per i parametri e nelle periodicità stabilite dalla norma, non ha mai evidenziato superamenti dei limiti di legge, qualora previsti, o comunque dei livelli di attenzione che Sogenus si è data”.

“Nonostante non esistano evidenze circa la connessione tra salute dei cittadini e presenza di discariche controllate - ha affermato Enrico Davoli dell’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano - continueremo la campagna di monitoraggio delle

emissioni odorose legate all’impianto, già attiva dal 2002, nel rispetto del principio di precauzione. Allo stato attuale questa campagna non ha mai evidenziato alcun valore negativo con un crescente miglioramento delle prestazioni da quando l’impianto di compostaggio è stato chiuso. Le numerose ricerche effettuate dal nostro istituto in Italia dimostrano come una gestione attenta e responsabile della discarica, come quella realizzata da Sogenus, non produca impatti negativi e la presenza di un simile impianto risulta indispensabile per lo smaltimento di quella parte residuale dei rifiuti post-trattamento che non può essere in alcun modo recuperata, secondo quel principio di economia circolare dell’Unione Europa da me condiviso”.

da Comune di Maiolati

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