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Chiaravalle: ucciso a sprangate nel letto, orrore e sconcerto per la morte di Sartini

E’ morto un uomo buono; hanno ucciso una persona mite, umile, che non faceva male a nessuno. Giancarlo Sartini a Chiaravalle era ben voluto e la gente rimane sgomenta dalle notizie terribili che giungono dal palazzo di sei piani di via Circonvallazione 25, dove il cinquantatreenne chiaravallese è stato trovato morto in un lago di sangue, con il cranio fracassato probabilmente da una spranga.

Personaggio suo malgrado, Giancarlo Sartini era conosciuto un po’ da tutti nella cittadina della Bassa Vallesina. E tutti gli volevano bene nonostante lui cercasse il più possibile di rimanere anonimo e riservato. Fino a pochi anni fa Giancarlo aveva lavorato in una cooperativa che si occupava della pulizia dei vagoni dei treni alla stazione di Ancona. Da un paio di anni era in pensione anche perché invalido e si muoveva e camminava a fatica.

Tanto era imponente e pesante nel fisico quanto era lieve e mansueto nel carattere. La sua giornata la trascorreva tra il bar Baraonda, in piazza Oberdan e la pizzeria Eden in corso Matteotti. Qualche capatina la faceva anche al bar della Torre o all’albergo Luminari alla fine del corso. Qualche birra con amici e conoscenti, un campari e poi a casa, al primo piano del palazzo di via Circonvallazione che fino a qualche anno fa divideva con la madre Ilvana Vichi, morta da qualche tempo.

“Era una persona tranquilla e mite – dicono Mauro e Francesco, due clienti del bar Baraonda – e non si poteva non volergli bene”. Anche Anna e Lori, le titolari del locale di piazza Oberdan, confermano il carattere buono di Giancarlo che quotidianamente frequentava il loro bar. “Anche in settembre aveva subito la sgradita visita dei ladri – ricorda ancora Mauro – che gli avevano portato via un migliaio di euro della preziosa pensione, il telefono cellulare, un paio di pantaloni e di mutande e persino due pentole: dovevano essere proprio disperati! Ma questo no, è troppo: non si può uccidere un uomo così per pochi spiccioli perché Giancarlo non era ricco e non credo che in casa custodisse oggetti di valore”.

Il sindaco Damiano Costantini si era precipitato in via Circonvallazione fin dalle prime ore del mattino quando ancora non erano ben chiari i particolari della morte dell’uomo. Nel pomeriggio il primo cittadino aveva manifestato il suo dolore e la sua amarezza alla sorella di Sartini. “Provo immenso sdegno e sconcerto per quanto è avvenuto al pari di tutti i cittadini – dice Damiano Costantini – e spero sia fatta al più presto chiarezza. Chiaravalle, solitamente una cittadina tranquilla, non è più un’isola felice perché molti episodi di furti e di microcriminalità sono accaduti anche di recente ma un fatto di questa inaudita gravità in passato non si è quasi mai verificato. In me c’è rammarico e dolore per questa escalation di violenza che ci getta tutti nella paura e nella tristezza. Giancarlo era una persona benvoluta da tutti e non meritava certo questa fine. Siamo vicini alla famiglia e soprattutto alla sorella e sono certo che la giustizia trionferà”.

da Gianluca Fenucci

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