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Sanremo, eliminate Tatangelo e Anna Oxa

sanremo_2011Anna Oxa con 'La mia anima d'uomò e Anna Tatangelo con 'Bastardo', sono le prime due canzoni eliminatedalla giuria demoscopica. Parteciperanno al ripescaggio di giovedì sera.

Come da copione Antonella Clerici ha aperto la prima serata del festival di Sanremo. Sul palco, insieme con la figlia Maelle, in abito lungo verde, ha raccontato alla piccola smarrita, la sua storia con il teatro Ariston, con un tono alla Topo Gigio, ricordando il rapporto con Paolo Bonolis. Poi le ha dedicato qualche verso di A te di Jovanotti e ha lanciato Gianni Morandi, che è entrato dalla platea, con giacca dello smoking glitter, baciando la moglie in prima fila. Saluto con la Clerici con un accenno di danza e poi il via al festival vero e propio con la coreografia di Daniel Ezralow e la nazionale italiana di ginnastica ritmica.

BELEN E CANALIS, IN SCENA SOLO DOPO UN'ORA - Entrano in scena scendendo le scale per mano solo dopo un'ora, piccolo dialogo poi arrivano Luca e Paolo e poi Canalis presenta Max Pezzali. Tutti le aspettavano ma Belen ed Elisabetta sono entrate in scena dopo un'attesa che e' sembrata lunghissima: hanno fatto le scale con qualche incertezza, tenendosi per mano, Belen in abito lungo carta da zucchero, Elisabetta Canalis in lungo rosso. Breve dialogo di circostanza con Morandi, poi hanno presentato Max Pezzali.
Giusy Ferreri ha aperto la gara con 'Il mare immenso', un pezzo difficile che ha messo in evidenza tutti i limiti di controllo di emissione e di intonazione della ex beniamina di X Factor.

LUCA E PAOLO BRAVI PRESENTATORI - Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu hanno debuttato sul palco dell' Ariston pagando lo scotto dell'emozione e affrontando il primo piccolo intoppo della diretta con la pubblicità che non partiva. Poi da bravi presentatori hanno lanciato Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario: la loro 'Fino in fondo' con quell'insistito 'su su nel cielo giu' giù nel maré entra di diritto nella storia dei ritornelli assurdi del festival.

MORANDI 'PIERGIANNI', ETERNO RAGAZZO COME BERLUSCONI - Morandi 'PierGianni' come Berlusconi. Luca e Paolo in una gag hanno creato una similitudine tra il conduttore del festival e il presidente del Consiglio giocando sulla voglia di essere un eterno ragazzo, sui capelli neri a dispetto dell'eta', sull'altezza, sul ruolo di presidente di una squadra di calcio, sulla passione per il canto e sul fatto che nella squadra 'decide sempre tutto lui'.
ROBERTO VECCHIONI RIPORTA MUSICA AUTORE A FESTIVAL - Roberto Vecchioni è una delle presenze nobili del cast: la sua 'Chiamami ancora amore' è non solo una delle più bella canzoni in gara ma ha anche il testo più bello tra i brani selezionati che Vecchioni canta con la sua inconfondibile intensità.

TATANGELO IN SMOKING E LA SUA BASTARDO - 'Bastardo' è uno dei pezzi più improbabili di questo Sanremo: Anna Tatangelo lo ha cantato con smoking che dovrebbe essere un omaggio ad Anna Oxa.

I LA CRUS, OMAGGIO A MORRICONE - 'Io confesso' è il passo d'addio dei La Crus ma anche uno dei momenti musicalmente più belli e originali del festival, un omaggio a Morricone e alla tradizione italiana anni '60.

ANNA OXA INTERPRETE SCALMANATA - Come previsto Anna Oxa non ha contenuto il suo furor espressivo trasformando 'La mia anima d'uomo' in un piccolo psicodramma musicale. Prima di lei erano saliti in scena Max Pezzali, con l'innocua 'Il mio secondo tempo', Davide Van De Sfroos ha fatto debuttare il dialetto laghe'e al festival con la gradevole 'Yanez', mentre Tricarico con 'Tre colori', la canzone scritta da Fausto Mesolella (sul palco al pianoforte)per lo Zecchino d'oro, si e' guadagnato una scenografia bianca rossa e verde.
 
BATTIATO, UN ALIENO AL FESTIVAL - Franco Battiato e' sicuramente una delle presenze piu' sorprendenti del festival: e' arrivato come special guest di Luca Madonia nel brano 'L'alieno'. Si e' ritagliato una presenza defilata, con un'entrata in scena sull'ultima strofa, cantata seduto al piano. I Moda' con Emma hanno pagato il loro tributo all'emozione, anche se hanno esibito tutta la loro grinta giovanile in 'Arrivera''. Malinconica la performance di Patty Pravo, sempre fuori tonalita' con 'Il vento e le rose'.

(Fonte: ansa.it)

"Io e il Cavaliere: quella sera gli dissi che ero minorenne"

berlusconi-rubyRuby è stata ad Arcore quindici notti in settantasette giorni: la prima volta il 14 febbraio, l'ultima il 2 maggio 2010. Il presidente del consiglio le ha offerto un appartamento nella Dimora Olgettina. In quell'occasione ha rivelato la sua minore età. 

La preoccupazione del premier di cancellare ogni traccia del suo legame con la minorenne è stata la ragione dell'intervento in questura.
C'è un segreto in quest'indagine. È stato ben conservato per sette mesi, custodito come una pepita d'oro. Il segreto è in tre frasi del doppio verbale d'interrogatorio di Ruby, 3 agosto 2010. Sono poche parole, pochi ricordi e risolvono con una determinante testimonianza diretta le tre questioni decisive dell'affaire: Silvio Berlusconi ha mai chiesto a Ruby di fare sesso? Due. Berlusconi sapeva che la ragazza, nella primavera del 2010, non ha ancora compiuto diciotto anni? Tre. Come nasce  -  e da chi  -  la bubbola della "nipote di Mubarak".

Ascoltiamo Ruby. Si deve tornare alla sera del 14 febbraio, giusto un anno fa. È la prima volta, dice Ruby, che incontra il capo del governo. "... Berlusconi mi prese da parte e mi condusse in una stanza dove restammo soli. Mi disse che la mia vita sarebbe cambiata e, anche se non ha mai parlato esplicitamente di rapporti sessuali, non è stato difficile per me capire che mi proponeva di fare sesso con lui". L'uomo ha 74 anni. È solo nella stanza con la ragazza. Ruby non dice di essere stata toccata. Ruby ricorda soltanto le promesse di quell'uomo immensamente ricco: "La mia vita sarebbe cambiata...". Perché non avrebbe dovuto crederci? Finalmente, pensa la ragazza.

È scappata di casa per inseguire il sogno di un'altra vita e la pazza, disperata convinzione di sconfiggere il destino già scritto in Italia per una marocchina figlia di un venditore ambulante. È fuggita da una, due comunità. Ha ballato la danza del ventre, qui e là. È diventata cubista in disco pub lungo i viali che portano in periferia. Si è prostituita. Ha rubato. Ha creduto nelle parole di Emilio Fede che l'ha ammirata in un concorso di bellezza e convinta al viaggio verso Milano. Non ha alcun dubbio che "Emilio" l'aiuterà. Non è stato già un aiuto averla indicata a Lele Mora che l'ha accettata nella sua squadra? Non gli deve un grazie ora che, nel giorno di San Valentino, l'ha condotta ad Arcore?

Quando, la notte del 14 febbraio, Ruby entra in quella stanza da sola con il presidente del Consiglio ("un ufficio", ricorda lei), il cielo è a portata di mano, ogni pena è finita, il passato sta per essere cancellato. L'uomo di 74 anni, quella notte, non promette soltanto. Dimostra di voler fare sul serio, davvero avrebbe fatto la fortuna di quella ragazza. Ascoltiamo Ruby: "Berlusconi mi consegnò una busta con 50mila euro..." e la ragazza non aveva mai visto tanti soldi e tutti insieme.

I ricordi di Ruby sono decisivi per il processo (e anche per un giudizio extraprocessuale, politico). Fin dalla prima volta che l'incontra dunque, Berlusconi chiede a Ruby sesso, parla di sesso e nient'altro che di sesso. Si dice disponibile a pagare. Molto, tantissimo.

Quante volte l'uomo di 74 anni e la minorenne s'incontrano? Il 3 agosto 2010, la ragazza racconta ai pubblici ministeri la sua versione dei fatti: in larga parte sincera, ma con qualche omissione, qualche fanfaronata, qualche parola di troppo o di troppo poco. I pubblici ministeri "tracciano" il suo telefono e scoprono che Ruby non è stata ad Arcore tre volte, come dice, "per una cena", o "per una notte". È stata a Villa San Martino ininterrottamente dal 24 al 26 aprile 2010, per dire. Silvio Berlusconi, quel giorno, è stato alla Scala con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e si è detto "radioso". Poi raggiunge Vladimir Putin e l'accompagna ad Arcore. Il giorno dopo, conferenza stampa a Villa Gernetto, ma ritorno a Villa San Martino. Ad Arcore chi c'era? Ancora la giovane ed entusiasta Ruby, la quale "notte e giorno era presente", come hanno stabilito i tecnici che analizzano il traffico telefonico per conto della Procura. C'era anche a Pasqua e Pasquetta, c'era il Primo Maggio, quattro settimane prima di quella notte in cui, accusata di furto da un'amica ballerina, finisce in questura, in via Fatebenefratelli: è la notte in cui Silvio Berlusconi telefona, spiegando che avevano a che fare non con una "scappata di casa", ma con la "nipote di Mubarak".

Tra il 14 febbraio e il due di maggio, Ruby è ad Arcore il 14 (domenica), il 20 (sabato), il 21 (domenica), il 27 (sabato), il 28 (domenica) febbraio 2010. E ancora, il 9 (martedì) marzo 2010 ; il 4 (domenica), il 5 (lunedì), il 24 (sabato), 25 (domenica - Festa della Liberazione), 26 (lunedì) aprile 2010. A maggio, il 1 maggio (sabato - Festa del lavoro) e il due (domenica). Quindici notti. In settantasette giorni, si contano sessantasette contatti telefonici. Quasi uno al giorno.

La costante frequentazione nella primavera non scioglie l'altro decisivo quesito processuale: Berlusconi sapeva degli anni di Ruby? Era consapevole della sua minore età?

Ancora una volta ascoltiamo la novità di Ruby: "Fino a quel momento, la sera del 14 febbraio, Berlusconi sa che ho 24 anni. La volta successiva, mi ricordo era in marzo, l'autista di Emilio Fede viene a prendermi in via Settala, dove abitavo allora. Torno ad Arcore e là, parlando con le altre ragazze invitate, vengo a sapere che chi stava con lui, con Silvio, poteva avere la casa gratis. Alcune ragazze mi dissero di avere avuto a Milano 2 un appartamento con cinque anni di affitto pagati". Parliamo della Dimora Olgettina, dove vivono Marysthell, Barbara, Iris, Imma e le altre. Ruby conosce quelle vite. Sa come possono essere comode e lussuose.

Fermiamoci un attimo: una casa, a Milano 2, gratis, per cinque anni. Per Ruby è più di un sogno, è una vittoria contro il destino di una "scappata da casa", da Letojanni provincia di Messina. La proposta non è il primo passo verso il successo. È il successo, il primo di un rosario di successi. Ruby pende dalle labbra di Berlusconi, che fa la sua mossa. Quella sera le parla della possibilità di una sistemazione. Di un appartamento lì all'Olgettina. Finalmente da sola, finalmente autonoma, in un appartamento tutto suo. Ruby è incredula davanti a tanta fortuna. Sa che la casa dimostra che è entrata nel "cerchio stretto" delle favorite del Sultano. C'è un solo pensiero che disturba quella felicità. Ora lo ricorda ai pubblici ministeri che la interrogano: "A Berlusconi avevo detto falsamente di avere ventiquattro anni e di essere egiziana. Quando mi propone di intestarmi quella casa, dovevo dirgli come stavano le cose. Non potevo più mentire. Gli dissi la verità: ero minorenne ed ero senza documenti". Berlusconi non fa una piega, a quanto pare. Non si stupisce. E lancia l'idea che ora lo danna come imputato di concussione. Le suggerisce: "Dirai a tutti che sei la nipote di Mubarak così potrai giustificare le risorse che ti metterò a disposizione". È allora il Cavaliere a inventarsi la fanfaluca che, con impudenza, evoca oggi in Parlamento per salvarsi dal processo milanese.

Siamo ad agosto e pubblici ministeri più avventurosi avrebbero cominciato ad indagare il presidente del Consiglio. Alla Procura di Milano, al contrario, appare urgente rintracciare conferme al racconto della minorenne prima di muovere verso Silvio Berlusconi. Ruby mente? E in che cosa mente?

Le indagini in via preliminare hanno da accertare se davvero Ruby conosce il Cavaliere; se davvero è stata ad Arcore con lui; se davvero le ragazze che dice di aver incontrato a Villa San Martino frequentano abitualmente le feste e le cene del premier; se davvero esiste un "qualcosa" chiamato bunga bunga, sino a quel momento, un assoluto inedito. Ognuno di questi passaggi trova più di un riscontro nei documenti acustici raccolti e anche in testimonianze dirette: tre ragazze - M. T., amica di Nicole Minetti, Maria Magdoum e la giovane Natascia, amica di Aris Espinoza, una delle più assidue frequentatrici a pagamento del premier - descrivono alla stessa maniera la cerimonia erotica, la sala sotterranea, le scene, i balletti, il premier che tocca, le ragazze che ballano sempre più scollacciate davanti a lui. È quello che Ruby chiama nell'interrogatorio "il rito dell'harem".

Il quadro indiziario s'è fatto a questo punto più preciso, addirittura nel dettaglio. Il 6 ottobre, i pubblici ministeri afferrano la prova evidente che li convincerà di essere sulla buona strada: Ruby viene interrogata da un emissario di Berlusconi, alla presenza di Lele Mora e di un avvocato, che le chiedono di ripetere quel che ha raccontato un paio di mesi prima in procura. Vogliono sapere tutto, anche quello che Ruby preferirebbe tacere. "Le scene hard con il pr...", come riferisce al telefono, Luca Risso, l'attuale fidanzato di Ruby. Si può qui lasciar perdere quel che appare chiaro ai pubblici ministeri. Berlusconi sa delle indagini, sta tentando di mettere riparo alla catastrofe che lo minaccia e i detective devono affrettarsi per evitare l'inquinamento di prove e testimonianze. Qui interessa dire altro. La preoccupazione del premier di cancellare ogni traccia del suo legame con la minorenne è stata anche la ragione del suo malaccorto intervento, la notte del 27 maggio, alle 23.45, sul capo di gabinetto della questura milanese. È l'episodio chiave della partita giuridica.

Lo affronta il giudice delle indagini preliminari Cristina Di Censo. Deve decidere se Milano è competente e se la procura ha raccolto prove così evidenti da rendere inutile l'udienza preliminare e legittimo un processo con rito immediato. La telefonata in questura risolve il caso. Berlusconi non chiama nelle sue funzioni di presidente del Consiglio, perché il capo del governo non è funzionalmente sovra-ordinato al capo di gabinetto di una questura, come lo sarebbe il ministro dell'Interno. Il Cavaliere mette sul tavolo, quella notte, la sua qualità di pubblico ufficiale; la sua influenza e non la sua funzione; il suo peso e la sua forza e non i suoi compiti istituzionali.

Questa differenza "radica", come si dice, la competenza nella procura territoriale e non presso il tribunale dei ministri, come sarebbe avvenuto se avesse speso la sua funzione. La "balla della nipote di Mubarak", come dice il questore dell'epoca, non cambia di una virgola la prospettiva. Come nulla cambia che gli atti sessuali con una prostituta minorenne siano stati compiuti ad Arcore, perché il reato più grave  -  la concussione  -  "attrae" come una calamita il reato minore, in questo caso la frequentazione con la diciassettenne Ruby in "un contesto" sessualmente molto equivoco, che però ha dei punti fermi. Il giudice li elenca in quindici pagine di "fatti storici" e accertati, o detto in altro modo, di prove evidenti. Da quei verbali di Ruby se n'è fatta di strada e solo a dicembre (21) Berlusconi è iscritto nel registro degli indagati. Quel che sa, quel che ha fatto, prima e dopo il 27 maggio è sufficientemente dimostrato. Intorno a lui Lele Mora, Emilio Fede e la consigliere regionale Minetti organizzano a Milano un vivamaria di ragazze, e per dirla con Nicole ci sono "zoccole" e "ragazze venute dalle favelas" e "zingare". Qui interessano le "zoccole" perché sono loro ad annunciare il reato. Per Lele, Emilio e Nicole, perché il capo del governo è soltanto l'"utilizzatore finale", e sin qui estraneo a ogni contestazione penale. È la "zoccola" minorenne che mette nei guai il presidente del Consiglio. O meglio, se ha ragione Ruby, il capo del governo si mette nei guai da solo. È vero, il 14 febbraio pensa che Ruby abbia 24 anni e le promette mari e monti.

Sconveniente forse per chi ha liberamente scelto di assumere responsabilità pubbliche e dovrebbe per precetto costituzionale svolgere i suoi doveri con dignità e onore, ma in ogni caso non un reato. Il pasticciaccio che rovina Berlusconi si consuma a marzo, quando vuole consegnare un appartamento alla ragazza. In quell'occasione, la ragazza gli racconta la verità e dunque Berlusconi conosce la realtà dell'anagrafe, ma non si arresta. Vuole Ruby accanto a sé e la consapevolezza della minore età della ragazza non ferma il suo desiderio. Ruby ne è così consapevole che si vanta del capriccio che sollecita in quell'uomo di 74 anni: "Quell'altra, Noemi, è la pupilla, io sono il culo". Il Cavaliere sembra trovare le ragioni della prudenza soltanto dopo l'agitata notte del 27 maggio.
Non vedrà mai più, per quel che se ne sa oggi, Ruby. Si sentiranno soltanto al telefono. E Ruby mette a verbale l'ultima frase di Silvio Berlusconi: "Ci potremo rivedere una volta che hai compiuto la maggiore età".  

(Fonte: repubblica.it)

Il vigneto Marche alla conquista della Germania!

Degustazione_1100L’iniziativa è promossa da Istituto Marchigiano di Tutela Vini in collaborazione con il Consorzio Vini Piceni. Tutti insieme, per conquistare il palato dei tedeschi!

Con questi presupposti, un nu-trito drappello di produttori vitivinicoli marchigiani, si appresta a partire per la Germania con destinazione Berlino ed Amburgo.
Le Marche si presentano in Germania come un unico, grande e variegato vigneto, pari a 19.500 ettari di superficie vitata e capace di offrire una gamma di vini a denomina-zione d’origine in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. Ben 19 le D.O.C. e D.O.C.G. che saranno proposte da trenta produttori, rappresentativi della diversificata real-tà vitivinicola che caratterizza il panorama della nostra regione. Piccolissime aziende “di nicchia” accanto a realtà ben strutturate e già proiettate sui mercati internazionali.
La spedizione riveste un significato ancor più importante proprio perché, per la pri-ma volta, tutto il panorama della produzione vitivinicola della nostra regione si presenterà in forma unitaria. “Questo risultato storico - afferma Alberto Mazzoni, direttore I.M.T. - è stato reso possibile grazie ad un accordo tra l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini ed il Con-sorzio Vini Piceni, finalizzato a realizzare un programma congiunto di iniziative promozio-nali in Italia e all’estero”.
Sarà una missione caratterizzata da un programma molto intenso, con un fitto ca-lendario di eventi, mirati a due target ben definiti: la stampa di settore ed i potenziali bu-yers. Con la collaborazione di Steffen Maus, noto sommelier-giornalista tedesco saranno realizzate presentazioni e wine tasting riservati ai giornalisti, ma anche workshop e semi-nari di approfondimento con enotecari, distributori ed operatori.
Ad accompagnare la delegazione, Paolo Petrini, Vicepresidente e Assessore all’agricoltura della Regione Marche, il quale sottolinea che “… il grande lavoro compiuto in questi anni per innalzare il livello qualitativo delle nostre produzioni, la costante attenzione al binomio prodotto-territorio e la determinazione nel perseguire una strategia condivisa,  ci consentono di presentarci oggi nello scenario internazionale con un’offerta molto varie-gata e di alta qualità”.
“Anche se il nostro Consorzio è nato con progettualità specifiche per rispondere alle peculiari esigenze del settore nel Piceno - afferma Massimiliano Bartolomei, presidente Consorzio Vini Piceni – partecipiamo a questa spedizione in quanto riteniamo vincente promuovere congiuntamente i vini marchigiani, in un mercato di primaria rilevanza.”

Comunicato Stampa Istituto Marchigiano di Tutela vini

Considerazioni sulla discarica dopo le esternazioni del sindaco di Osimo Simoncini

discarica-cornacchiaIl sindaco di Maiolati Spontini Giancarlo Carbini intende intervenire in merito alle dichiarazioni del sindaco di Osimo Simoncini riportate martedì 15 febbraio sulla stampa.

Il primo cittadino di Osimo dichiara che “in un momento in cui si dovrebbe fare sinergia e gioco di squadra mi duole sottolineare il fatto che alcuni Comuni, dove sono situate le discariche, sfruttano la loro posizione di forza imponendo costi elevati per il conferimento dei rifiuti”.
Ebbene, il sindaco di Maiolati Spontini, territorio dove si trova l’impianto di smaltimento dei rifiuti della Cornacchia, vuole “precisare e ricordare quanto lo stesso sindaco Simoncini sa molto bene e che cioè i Comuni dove sono situate le discariche non sfruttano nessuna posiziona di forza. Le tariffe non sono imposte ma calcolate sulla base di precisi parametri che tengono conto dei costi, della durata, degli investimenti, e controllate accuratamente e approvate dalla Provincia”.
Carbini ribatte non solo sul piano tecnico ma anche su quello politico. E precisa. “A proposito di sinergia e fare squadra – continua Carbini – rimandiamo le considerazioni al mittente. Chi ha dato prova di solidarietà e sinergia sono proprio i Comuni dove sono situate le discariche che hanno accettato, obtorto collo, i conferimenti dei rifiuti degli altri Comuni che si sono ‘dimenticati’ di realizzare la loro discarica come previsto dal Piano Provinciale Gestione Rifiuti. Non vogliamo polemizzare con nessuno ma in questo caso ci duole sottolineare come la realtà sia ben diversa. Nonostante il Piano prevedesse il contrario, abbiamo accettato i conferimenti dei Comuni del Bacino 1, fra cui Osimo, con spirito di responsabilità e solidarietà. Non accettiamo in nessun modo di passare per quelli che approfittano di presunte posizioni di forza che sono invece di ‘debolezza’ visto che, anche contro la nostra volontà, sono stati dirottati su Moie e Corinaldo i rifiuti dei suddetti comuni”.

Comunicato Stampa Comune di Maiolati Spontini

Gemelline scomparse, ritrovato il microregistratore del padre

alessia-livia-gemelle-scomparseSarebbe stato intercettato dagli investigatori il pacco postale contenente il microregistratore che Matthias Schepp portava sempre con sé.

La novità è emersa durante la trasmissione La Vita in diretta, su Rai 1, dedicata alla vicenda delle gemelline Alessia e Livia scomparse dopo che il loro padre le ha portate via dalla città svizzera nella quale vivevano, a pochi chilometri da Losanna.
A rivelarlo è stato il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Carlo Bollino che ha aggiunto che gli investigatori stanno ascoltando i messaggi registrati sull'apparecchio ma non vi sarebbero indicazioni sul luogo nel quale si trovano le bambine, vive o morte. Il registratore conterrebbe solo dichiarazioni di Schepp non dissimili da quelle che erano nelle cartoline e nell’ultima lettera inviate alla moglie, Irina Lucidi, alla quale gridava la propria disperazione per la loro separazione.

Inoltre sono stati trovati lungo i binari della stazione ferroviaria di Cerignola campagna pezzi del navigatore che Matthias Schepp teneva in auto e la chiave della sua automobile. Lo si è appreso dal dirigente della squadra mobile della questura di Foggia, Alfredo Fabbrocini, spiegando che “difficilmente si potrà recuperare dati” per le condizioni nelle quali sono stati ritrovati i pezzi del navigatore. L’apparecchio era infatti probabilmente - secondo gli investigatori - indosso a Schepp, travolto da un Eurostar Milano-Bari, quattro giorni dopo aver portato via alla moglie le loro due figliolette, le gemelline Alessia e Livia.
E' terminata la riunione della polizia nella sede della Police National a Ajaccio destinata a tracciare la griglia di operazioni nel nord della Corsica per la ricerca delle gemelline Alessia e Livia scomparse 15 giorni fa.

Il vertice non ha portato a sostanziali novità, atteso che il sopralluogo effettuato ieri dalla madre irina Lucidi in elicottero non ha prodotto elementi utili a concentrare le ricerche. L'unico dato certo della presenza delle bambine sono le tracce biologiche ritrovate nella cabina 211 del traghetto Scandola della compagnia marsigliese Cnm con il quale Mathias Schepp ha trasferito le bambine dal continente alla Corsica, poi non ci sono più tracce certe se non la testimonianza di una donna di Propriano che afferma di averle viste vive il 1 febbraio tra le 9,30 e le 9,45. Per adesso le ricerche restano attive con un notevole spiegamento di uomini nel nord della Corsica ma l'assenza di elementi certi e ulteriori potrebbero rendere vano il lavoro degli inquirenti.

(Fonte: corriereadriatico.it)

Monte San Vito: Sabrina Sartini

sindaco_monte_san_vitoÈ la lista 'Democratici e Riformisti' con candidata sindaco Sabrina Sartini ad avere la meglio sulla lista di Gloria Anna Sordoni 'Insieme per Monte San Vito'. Con quasi 200 voti di scarto, Sabrina Sartini è stata eletta sindaco di Monte San Vito.

Trova quindi un esito definitivo l'epopea delle votazioni iniziata il 9 giugno 2009, quando il Tar dichiarò nullo il primo turno delle elezioni, avendo la Sordoni vinto con lo scarto di un solo voto. La Sartini (Pd) aveva presentato un ricorso al Tar che venne accolto. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, il prefetto ha deciso la data delle votazioni per domenica 13 e lunedì 14 febbraio 2011.

Dopo un anno e mezzo di commissariamento e controversie, si è conclusa definitivamente la lunga vicenda.

(Fonte: viverejesi.it)

Giallo sulla sorte di Mubarak: "E' in coma", "Fuggito in Germania"

Hosni-mubarakL'ex presidente, dimessosi l'11 febbraio dopo 18 giorni di proteste di piazza, sarebbe svenuto due volte durante la registrazione del suo ultimo discorso televisivo. Riceverebbe le cure nella sua residenza di Sharm. Ma secondo altre fonti sarebbe già espatriato. Smentita del governo Merkel.

L'ex presidente egiziano Hosni Mubarak si troverebbe in coma nella sua residenza di Sharm El-Sheikh dove si è rifugiato nel fine settimana dopo aver abbandonato il potere a seguito delle massicce proteste di piazza delle ultime due settimane. L'ex presidente, dice il giornale Al Masri Al Youm, aggiunge che l'ex presidente viene per ora curato in caso e si sta decidendo se trasferirlo in ospedale. Secondo numerose fonti di stampa egiziana, Mubarak avrebbe perso i sensi due volte durante la registrazione del suo ultimo discorso televisivo, trasmesso dalla tv di Stato egiziana giovedì sera. Le voci sono state riportate da vari organi di stampa egiziani, tra cui Al Ahram.

Dal discorso di giovedì si rincorrono le voci sulla sorte del rais e in queste ore sul web stanno montando varie teorie su presunti complotti per farlo fuggire - anche diffondendo notizie confuse sul suo stato di salute. Secondo il giornale israeliano in lingua francese JSS News, Mubarak si trova in fin di vista in un ospedale di Baden, in Germania. Da tempo circola la voce che l'ex presidente egiziano soffra di cancro.

L'amministrazione Usa si è detta sicura del fatto che si trovi a Sharm, così come confermato anche dal primo ministro egiziano. Ma, come riporta la tv americana Cbs, fonti a Sharm sostengono che non appena giunto nel resort sul Mar Rosso Mubarak si è subito reimbarcato alla volta di Abu Dhabi per raggiungere da lì la Germania. I tedeschi smentiscono la teoria: "Non è in Germania né si sta dirigendo qui", ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, al Washington Post.

Un altro interrogativo, legato allo stato di salute del presidente, è sulla sua possibilità di pagare per le cure, aggiunge Cbs. Infatti la fortuna accumulata dal rais negli anni al potere, calcolata in miliardi di dollari e conservata su conti svizzeri, è stata congelata dalle autorità elvetiche.

(Fonte: repubblica.it)

Lo accerchiano armati per portargli via l'incasso. Ferito vigilante del 'Globo'

globo_calzatureL’uomo si trovava alla Baraccola e stava andando a versare l’incasso della giornata nella banca, all’interno del vicino Auchan. In tre, pistola alla mano, incappucciati, lo hanno fermato ferendolo a una mano.

Lo hanno accerchiato in tre, pistola e coltello alla mano, incappucciati,  per portargli via l’incasso della giornata, ma lui ha messi in fuga. Tentata rapina a mano armata ieri sera, intorno alle 20.45, ai danni dell’addetto alla sicurezza del «Globo Calzature» ad Ancona. L’uomo si trovava alla Baraccola, nella zona dei centri commerciali, e stava andando a versare l’incasso della giornata nella banca che si trova all’interno del vicino «Auchan», sempre in zona Baraccola, quando ad un tratto è stato avvicinato da tre persone robuste. Una di queste gli ha puntato la pistola alla testa mentre un altro ha tirato fuori un coltello. Nella concitazione del momento, l’addetto alla sicurezza del «Globo» è rimasto ferito ad una mano nel tentativo di cercare aiuto e di dimenarsi.
 
Successivamente, un passante ha tentato di venirgli in soccorso e i tre banditi sono poi riusciti a fuggire a bordo di una Punto di colore nero. L’uomo è stato medicato poi al pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia dove i medici gli hanno suturato la ferita da arma bianca. Indagini sono in corso da parte delle forze dell’ordine. Qualche mese fa, un colpo simile era avvenuto ai danni del «Globo» di Jesi.

Successivamente si e’ appreso che oltre ai due aggressori e all’uomo che li attendeva in auto, c’era anche una quarta persona che faceva da ‘palo’.

(Fonte: ilrestodelcarlino.it)

'Se non ora, quando?', l'urlo accorato delle donne jesine scese in piazza

84105_senonoraquando6Centinaia di donne jesine con sciarpe, foulard e spille arancioni, simbolo dell'evento, si sono riversate in Piazza della Repubblica domenica 13 febbraio alle ore 10,30 a rivendicare il valore della propria dignità femminile, contro la logica diffusa di mercificazione del corpo della donna.

Nessun simbolo politico associato alle bandiere e ai cartelloni che hanno invaso Piazza della Repubblica domenica mattina, nell'ambito dell'iniziativa nazionale 'Se non ora, quando?', manifestazione nata per dar voce alle donne, troppo spesso vittime della società maschilista, relegate al livello di puro oggetto di scambio sessuale. A Jesi, guidate da Andrea Accorroni dei Riciclato Circo Musicale, donne giovani e meno giovani si sono unite con pentole, coperchi, fischietti e trombette per manifestare contro il modello di donna oggetto offerto da giornali, televisioni e pubblicità.

È un fiume in piena Daniela Urbani, una vivace signora di 62 anni che non le manda certo a dire:" Non è andare contro Berlusconi: siamo arrivati al punto di dire basta, Berlusconi è solo la scintilla che ha fatto scatenare le nostre reazioni. Se questa manifestazione ha avuto un'eco anche all'estero, un motivo ci sarà. Deve essere riconosciuta l'importanza delle donne che, ancor oggi, non riescono a occupare quei posti di potere riservati esclusivamente agli uomini."

Accalorata anche un'altra manifestante, Claudia Cantamessa, convinta che sia il momento di "metterci la faccia. Non basta più il voto, bisogna scendere in piazza e farsi sentire- continua-Sono italiana e orgogliosa di esserlo, non voglio vergognarmi di questo quando vado all'estero. Credo che questa giornata sia un bell'inizio per le donne italiane di riprendere un percorso comune".

"Scendo per la dignità di tutte le persone di rivendicare la propria libertà di espressione-riferisce Beatrice Cesaroni-non è possibile essere governati da chi non rispetta le nostre libertà. Se tutti cambiano, si può cambiare anche in alto."

Una delle organizzatrici dell'iniziativa a Jesi, Gabriella Cantarini, crede sia necessario "ribadire il valore della dignità della donna. Noi non condividiamo l'immagine che viene trasmessa della donna da parte della società, al di là delle linee politiche del governo." Sulla stessa linea anche Maddalena Duca: "Le cose non stanno andando bene, stiamo esprimendo il disagio che ci opprime in questo periodo."

Non pochi gli uomini scesi in piazza a manifestare accanto alle donne. Tra gli altri, Lorenzo Manenti, convinto che "gli uomini hanno dimenticato cos'è la donna" e che "se è così presente la gente in una città di provincia come Jesi, immagino le migliaia che affolleranno le piazze delle principali città italiane." Giordano Cotichelli, del Gruppo Anarchico Jesi, afferma che "si è arrivati a un punto di bassa considerazione delle donne, ma anche della vita pubblica in generale, dove sembra non ci sia posto per i più deboli."

(Fonte: viverejesi.it)

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