Martedí, 07 Sep 10

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Schiavoni si sfoga: "Non sono gradito, mi faccio da parte"

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Sergio Schiavoni si chiama fuori. Ieri si sfogato, le contestazioni dei tifosi nei suoi confronti proprio non le ha digerite e quindi abbandona qualsiasi progetto di salvataggio (Ac Ancona e Ancona 2.0) e si fa da parte.

"Non ci sto più, sono stufo di questo clima; ho letto le dichiarazioni dei tifosi, i quali si dicono contrari a un’altra società e al mio ingresso in essa. Hanno fatto parecchie riunioni, e a quanto pare io non sono gradito. Quindi mi astengo. Me ne sto a casa e mi astengo da qualsisasi tipo di appoggio alla costituzione di una futura società".
Intanto Schiavoni ha pensato bene di contattare Sandro Marcaccio per l’eventuale progetto sportivo. Nome che scalda gli animi e risveglia il calore dei tifosi. Il figlio Giampiero ha incontrato ieri sera l’ex ds e gli ha chiesto di stilare il budget di spesa per l’eventuale serie D: 1 milione e 600mila euro, iscrizione compresa. Il resto spetta al sindaco. E Gramillano, rischiando, ha deciso di puntare sull’azionariato popolare.
Infatti un’accelerata all’Ancona versione 2.0 potrebbe arrivare venerdì pomeriggio. Se lo augura il sindaco Fiorello Gramillano che ospiterà nella sala consiliare di Palazzo del Popolo la prima assemblea pubblica dell’associazione “Sosteniamolancona”. L’evento si svolgerà venerdì, alle 18.30, con tanto di presentazione del progetto di azionariato popolare, condiviso dalla Curva Nord, dai Cuba, da Noi Biancorosse e dai rappresentanti dei forum Anconasiamonoi e Domenicabiancorossa.
"Mi auguro che l’iniziativa - spiega il sindaco - faccia da apripista a un maggiore impegno degli imprenditori". La speranza è che alla forza di volontà e alla sconfinata passione dei tifosi possa agganciarsi anche il quattrino dei soggetti economici della città: Sergio Schiavoni (nonostante le sue parole di addio) e Massimo Virgili. Riguardo l’Ac Ancona di Petocchi, con tanto di stemma caro ai tifosi e 105 anni di storia, il sindaco spiega: "Le istanze dei supporter di voler salvare il marchio e la storia biancorossa sono condivisibili" e ammette che potrebbe verificarsi il rischio di incompatibilità tra l’Ac Ancona e l’Ancona 2.0, entrambe in serie D.
L’associazione “Sosteniamolancona” è disgiunta dalla situazione attuale. Rimane in attesa di capire che fine farà il pallone in città, ma desidera creare un iniziale consenso attorno all’idea di far vivere la società grazie alla passione dei tifosi. Non ha ancora affrontato il tema della raccolta risorse, ma si è dichiarata aperti a tutti: dagli imprenditori alle istituzioni, fino allo stesso Petocchi. Nessun appoggio palesato però né all’ex amministratore delegato, né all’Ancona versione 2.0

(Ilrestodelcarlino.it)

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