Venerdí, 18 May 12

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Wael Ghonim, l'eroe-manager della rivoluzione egiziana lascia Google per fondare una ong

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Se fosse un film, sarebbe un storia di avventura con improvvisi colpi di scena, dove internet e i social network hanno un ruolo di primo piano: fino a cinque mesi fa Wael Ghonim era un manager egiziano di Google che gestiva lo sviluppo di prodotti per il Nord Africa e il Medio Oriente.

A gennaio è tra i protagonisti delle proteste di piazza al Cairo che portano all'uscita di scena del presidente Hosni Mubarak.
Il manager egiziano racconta su internet gli eventi a cui partecipa: scrive in diretta messaggi sui social network twitter e Facebook. Diventa subito un punto di riferimento per blogger e giornalisti. Dopo la fine delle manifestazioni in strada aveva promesso di tornare da Google e mettere nel cassetto i suoi ricordi. Ma ha cambiato idea. E da pochi giorni ha annunciato che prenderà un periodo di tempo: fonderà una piccola organizzazione non profit in Egitto per affrontare la povertà e incrementare gli standard di istruzione. Dai vertici di una multinazionale passa a un guidare piccolo gruppo di attivisti per migliorare la vita e il futuro della sua nazione.
La vicenda di Ghonim è più complessa, come ricorda il Wall Street Journal. Nel tempo libero aveva aperto con altri tre amici una pagina su Facebook per ricordare la morte di Khalid Said, un imprenditore ucciso ad Alessandria, centro industriale a pochi chilometri dal Cairo. Ghomin abitava a Dubai con la famiglia, dove aveva il suo ufficio. All'inizio dell'anno le discussioni su internet contribuiscono a diffondere la voce della protesta in Egitto. E la storia del manager di Google cambia per sempre. Prende un aereo, raggiunge il Cairo e partecipa alle manifestazioni di piazza.
Descrive su twitter e Facebook gli avvenimenti di cui è testimone. Poi scompare per alcuni giorni senza lasciare traccia. Google lancia un appello per avere sue notizie, rilanciato dalla stampa internazionale. Su internet inizia la mobilitazione dei blogger. Dopo pochi giorni viene rilasciato: era stato interrogato dagli agenti per la sua attività sul web. Diventa un simbolo del cambiamento in corso: appena liberato, dirà ai microfoni dei giornalisti che tutti gli egiziani sono eroi. Avrebbe le porte spalancate per una carriera politica. Ma preferisce fare un passo indietro.
Poche settimane fa torna a Dubai nel suo ufficio. E sceglie di cambiare vita con un annuncio su twitter: «Ho deciso di prendere un lungo periodo sabbatico da Google e fondare una organizzazione non governativa focalizzata sulle tecnologie per combattere la povertà e migliorare l'istruzione in Egitto».

(Fonte: Ilsole24ore.it)

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