Il colosso americano della chimica ha siglato un accordo per l'acquisizione del gruppo agroalimentare e di biotecnologia danese Danisco, specializzato nella produzione di prodotti agroalimentari e di enzimi usati nelle biotecnologie.
La chiusura dell'affare, prevista per il secondo trimestre del 2011, permetterà a DuPont di diventare il numero uno mondiale dell'industria biotecnologica.Quali sono le sfide globali che attendono le biotecnologie e in particolare un colosso come DuPont?
Il primo ambito è quello alimentare. La crescita della popolazione è sotto gli occhi di tutti: nasce di conseguenza il bisogno di aumentare la produzione di cibo. Una necessità che deriva anche dalla continua espansione della classe media, in particolar modo nei paesi emergenti. A ciò si aggiunge l'invecchiamento della popolazione mondiale, che richiede un'attenzione speciale all'aspetto nutrizionale: lì la sfida risiede per esempio nella riduzione dei problemi cardiovascolari o nella lotta all'obesità. Nell'industria delle biotecnologie l'uso degli enzimi sta consentendo di prendere risorse e tradurle in grandi opportunità di nutrizione per uomini e animali.
Qual è l'ambito più promettente?
Le biotecnologie hanno certo un grande impatto sulla produzione agricola, perché migliorano la produttività delle colture. Ma mi premetto di sottolineare l'importanza di un campo di cui vediamo la grandi utilità, cioè quello dei materiali rinnovabili.
Quali vantaggi porta l'acquisizione di Danisco e quali sono le ulteriori opportunità di crescita per DuPont?
L'acquisizione di Danisco è un passo importante perché porterà DuPont a diventare leader dell'industria biotecnologica. Siamo stati attratti da alcuni segnali del mercato: innanzitutto la capacità e il valore di Danisco, e lo sviluppo del business degli enzimi. Perché abbiamo visto che i trend mondiali vanno verso l'incremento della produzione alimentare e l'indipendenza dal combustibile fossile. Per la tutela delle persone e dell'ambiente: il mercato chiede soluzioni alla scienza e l'unione di DuPont e Danisco crediamo vada in questa direzione.Come possono le biotecnologie cambiare il panorama industriale?
Credo che nell'industria delle biotecnologie il ricorso all'uso degli enzimi per la produzione di materiali dai rifiuti agricoli possa davvero cambiare il panorama industriale a cui siamo stati abituati, pensiamo al petrolchimico. E non dimentichiamo che i vantaggi si inseriscono anche nel crescente trend di cura della salute e del benessere. Una tendenza in atto sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo, dove vedo un ruolo speciale giocato dagli ingredienti alimentari.
Cosa può fare DuPont per la salute?
Già oggi mettiamo a disposizione una serie di prodotti, come le proteine di soia, di gran valore perché provengono direttamente dalle colture e sono altamente sostenibili. Con acclarati benefici: è stato per esempio dimostrato che riducono il rischio di morti cardiovascolari. Ma in generale la scienza applicata al cibo può fare ancora molto per la tutela della salute.
(Fonte: Ilsole24ore.it)


















